martedì 30 giugno 2009

I nostri Hobby...

Salve a tutti!
Qui sotto pubblicheremo tutti i vostri hobby... speriamo possano piacervi!

A Mattia piace cercare i funghi, giocare a calcio con gli amici, uscire con la ragazza (ovviamente) e programmare videogiochi! <----- NERD

A Mirgen piace suonare il basso e la chitarra elettrica e fare fotografie artistiche-naturalistiche per il paese.

A Graziana piace giocare a tennis, il cinema e arrivare tardi agli appuntamenti

Però tutti e tre abbiamo un'unica grande passione che ci unisce.... ma ancora non sappiamo qual'è
.....



.....ah no ecco.... è la birra!!!

...I NOSTRI hobby....


Relazione: Web 2.0

WEB 2.0
Il Web 2.0 è una locuzione utilizzata per indicare genericamente uno stato di evoluzione di internet (e in particolare del World Wide Web), rispetto alla condizione precedente. Si tende ad indicare come Web 2.0 l'insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione sito-utente (blog, forum, chat, sistemi quali Wikipedia, Facebook, MySpace, Youtube, Twitter, Gmail, Wordpress, Tripadvisor ecc.). La locuzione pone l'accento sulle differenze rispetto al cosiddetto Web 1.0, diffuso fino agli anni 90’, e composto prevalentemente da siti web statici, senza alcuna possibilità di interazione con l'utente eccetto la normale navigazione tra le pagine, l'uso delle email e l'uso dei motori di ricerca. Per le applicazioni Web 2.0, spesso vengono usate tecnologie di programmazione particolari, come AJAX (Gmail usa largamente questa tecnica per essere semplice e veloce) o Adobe Flex. Un esempio potrebbe essere il socialcommerce , l'evoluzione dell'E-commerce in senso interattivo, che consente una maggiore partecipazione dei clienti, attraverso blog, forum, sistemi di feedback ecc. Gli scettici dichiarano che il termine Web 2.0 non ha un vero e proprio significato, in quanto questo dipende esclusivamente da ciò che i propositori decidono che debba significare per cercare di convincere i media e gli investitori che stanno creando qualcosa di nuovo e migliore, invece di continuare a sviluppare le tecnologie esistenti.
Il Web 2.0 costituisce anzitutto un approccio filosofico alla rete che ne connota la dimensione sociale, della condivisione, dell'autorialità rispetto alla mera fruizione: sebbene dal punto di vista tecnologico gli strumenti della rete possano apparire invariati (come forum, chat e blog, che "preesistevano" già nel web 1.0) é proprio la modalità di utilizzo della rete ad aprire nuovi scenari fondati sulla compresenza nell'utente della possibilità di fruire e di creare/modificare i contenuti multimediali. Il Web 2.0, sebbene potenzialmente in luce nello stesso paradigma di rete, che si nutre del concetto di condivisione delle risorse, rappresenta la concretizzazione delle aspettative dei creatori del Web, che solo grazie all'evoluzione tecnologica oggi costituiscono una realtà accessibile. La possibilità di accedere a servizi a basso costo in grado di consentire l'editing anche per l'utente poco evoluto, rappresenta un importante passo verso un'autentica interazione e condivisione in cui il ruolo dell'utente é centrale. Si veda a tal proposito Nel descrivere le caratteristiche del Web 2.0 si procede spesso per confronto con il Web 1.0, indicando come nel passaggio di versione gli elementi fondamentali si sono evoluti o sono stati sostituiti da nuovi. Si tratta di un modo di rappresentare il Web 2.0 divulgativo e non prettamente tecnico, ma piuttosto efficace per riconoscere l'evoluzione dei sistemi su Internet

Relazione: Multi touch-screen

MULTI TOUCH-SCREEN
Un nuovo sistema di Microsoft rende, virtualmente, ogni superficie uno schermo multitouch. By Kate Greene Gli schermi multitouch stanno senza dubbio avendo il loro momento displendore. L’iPhone di Apple, l’iPod e il touchscreen table di Microsoft, chiamato Surface, illustrano il concetto in maniera ottima. In una recente conferenza Bill Gates e Steve Ballmer hanno mostrato Windows 7, un futuro sistema operativo che supporta il multitouch; tuttavia le potenzialità dei software per multitouch di oggi giorno sono ancora in qualche modo limitate e ricercatori ed ingegneri non sono ancora sicuri su quale sia il modo migliore per sfruttarle sui grandi schermi. Recentemente, comunque, Microsoft ha introdotto una nuova piattaforma multitouch, chiamata LaserTouch, la quale include componenti hardware abbastanza economiche da permettere di riadattare qualsiasi schermo in un touchscreen. Il gigante del software crede che promuovendo componenti hardware economiche per multitouch i ricercatori saranno più invogliati a condurre esperimenti e prove con svariati fattori di forma e a sviluppare software interessanti. LaserTouch è un sistema basato sul basso costo: l’hardware costa solo circa duecento dollari, escludendo lo schermo (che può essere un televisore al plasma o una lavagna luminosa, per esempio) e il computer su cui lanciare il software. Diversamente da Surface, che usa una telecamera all’interno del piano di lavoro per rilevare i contatti e un sistema di retro-proiezione per creare le immagini, LaserTouch usa una telecamera montata in cima allo schermo; due laser a infrarossi, con raggi diffusi ampiamente, sono fissati agli angoli, creando invisibili fogli di luce. Quando il dito di una persona tocca lo schermo rompe questi piani luminosi, un’azione che viene rilevata dalla telecamera sovrastante. Una delle principali differenze tra Surface e LaserTouch, dichiara Andy Wilson, uno degli sviluppatori di Surface, è che puoi usare LaserTouch su schermi ad alta definizione. Tali schermi si prestano perfettamente alle applicazioni grafiche, come la modifica di foto e video, e dal momento che LaserTouch può essere adattato a qualsiasi tipo di display, aggiunge Wilson, può essere utilizzato per applicazioni d’ufficio, come le presentazioni. Nonostante le interfacce multitouch abbiano scaturito un significante livello di attenzione, non si tratta certamente di una nuova tecnologia; i ricercatori fanno uso dei touchscreen da decenni nei laboratori, ma è solo da quando l’iPhone ha cominciato a mostrarne l’uso pratico che l’attenzione è aumentata, dice Scott Hudson, un professore di Informatica all’università Carnegie Mellon. “L’iphone ha dato al multitouch una gran visibilità al momento”, dice. “Io credo che abbia raggiunto un livello di interesse pubblico talmente elevato che parecchie case produttrici hanno cominciato a vederne il potenziale”. Ad essere sinceri Microsoft non è l’unica compagnia che sta creando grandi schermi touchscreen, Mitsubishi Electric Research Laboratories hanno creato DiamondTouch, un touch table per collaborazioni aziendali. Perceptive Pixel, una neoazienda con sede a New York creata da Jeff Han, uno scienziato ricercatore all’università di New York, sta attualmente vendendo enormi touchscreen dalle dimensioni di una parete che supportano molteplici input. Kit che permettono alle persone di crearsi i propri touchscreen table a sorgente libera sono attualmente disponibili per l’utenza pubblica. Ad una dimostrazione della Microsoft Research la scorsa settimana, Wilson ha mostrato alcuni dei software che l’azienda sta cercando di sviluppare. Alcune delle più stravaganti applicazioni includono un gioco di scacchi dove i giocatori possono sfidarsi con un partner virtuale, oppure un’applicazione che consente alle persone di raccogliere virtualmente oggetti sullo schermo. ( quando una persona compie il gesto di raccogliere con la propria mano, una mano virtuale appare sul monitor per raccogliere l’oggetto scelto). Wilson ha presentato anche una nuova linea di software destinati ai touchscreen che consentono all’utente di muoversi facilmente attraverso le slide, ridimensionare oggetti e navigare tra i componenti della sua presentazione. “La presentazione richiama l’interazione con i touchscreen”, dichiara Wilson, “Perché i gesti compiuti su un grande schermo producono risultati che possono rendere un discorso impegnativo”. Microsoft non ha intenzione di commercializzare LaserTouch ma spera ancora che il suo aiuto possa diffondere lo sviluppo delle applicazioni per multitouch nelle comunità di ricerca. “Aiuta decisamente tutti a rendere l’hardware il più economico possibile, soprattutto per misure grandi” dice Han. Comunque, fa notare, che la fiducia nel sistema deve essere mantenuta al fine di rendere queste nuove applicazioni pratiche e LaserTuoch ha un’alta potenzialità di errore. “E’ molto semplice per dita e mani bloccare il meccanismo di rilevamento”, dice sempre Han. “Si corre seriamente il rischio che i venditori nella corsa per aggiudicarsi terreno nello spazio dei multitouch ricorrano a soluzioni che rientrano fortemente al di sotto del potenziale di queste interfacce”.

Relazione: Libro Intelligente

LIBRO INTELLIGENTE
Per libro intelligente si definisce uno strumento informativo consultabile a distanza, senza restrizioni di tempo o di luoghi. Non si tratta di un libro nel senso letterale della parola, bensì si un contenitore di informazioni astratte interattivo, che consente all’utente un rapido e dilettevole apprendimento (se non dilettevole sarà sicuramente meno snervante che leggere un libro intero) offrendogli la possibilità di cercare in prima persona gli argomenti di maggior interesse senza dover consultare un indice ma eseguendo una ricerca per parole chiave. Un altro vantaggio del “libro intelligente” sono la sua continua espansibilità, trattandosi in fatti di un documento astratto può essere costantemente modificato, aggiornato e ampliato. Inoltre il “libro intelligente” offre anche la possibilità, tramite esercizi e domande, di testare il livello della propria conoscenza e di mantenere sempre allenata la mente; ovviamente anche gli esercizi posso essere aggiornati, in modo da costituire sempre una nuova sfida.

Relazione: Javascript

JAVASCRIPT
JavaScript è un linguaggio di scripting orientato agli oggetti comunemente usato nei siti web. Fu originariamente sviluppato da Brendan Eich della Netscape Communications con il nome di Mocha e successivamente di LiveScript, ma in seguito è stato rinominato "JavaScript" ed è stato formalizzato con una sintassi più vicina a quella del linguaggio Java di Sun Microsystems. JavaScript è stato standardizzato per la prima volta tra il 1997 e il 1999 dalla ECMA con il nome ECMAScript. L'ultimo standard, del dicembre 1999, è ECMA-262 Edition 3, e corrisponde a JavaScript 1.5. È anche uno standard ISO. Il cambio di nome da LiveScript a JavaScript si ebbe più o meno nel periodo in cui Netscape stava includendo il supporto per la tecnologia Java nel suo browser Netscape Navigator. La scelta del nome si rivelò fonte di grande confusione. Non c'è una vera relazione tra Java e JavaScript; le loro somiglianze sono soprattutto nella sintassi (derivata in entrambi i casi dal linguaggio C); le loro semantiche sono piuttosto diverse, e in particolare i loro object model non hanno relazione e sono ampiamente incompatibili. Dato il successo di JavaScript come linguaggio per arricchire le pagine web, Microsoft sviluppò un linguaggio compatibile, conosciuto come JScript. La necessità di specifiche comuni fu alla base dello standard ECMA 262 per ECMAScript, di cui sono state pubblicate tre edizioni da quando il lavoro iniziò, nel novembre 1996. La caratteristica principale di JavaScript è quella di essere un linguaggio interpretato. Il codice quindi non viene compilato bensì c'è un interprete (in JavaScript lato client esso è incluso nel browser che si sta utilizzando) che esegue riga per riga, a tempo di esecuzione, quanto trascritto nello script. JavaScript presenta quindi tutte le caratteristiche di un normale linguaggio interpretato (e di conseguenza i suoi vantaggi e svantaggi) con una sintassi analoga a quella di un linguaggio compilato (essa è relativamente simile a quella del C, del C++ e del Java), quindi con la possibilità di poter utilizzare funzionalità tipiche dei linguaggi di programmazione ad alto livello (strutture di controllo, cicli, etc.) e con in più anche la potenzialità di definire strutture più complesse, vicine a quelle adottate nei normali linguaggi object oriented (creazione di prototipi, istanziamento di oggetti, costruttori). Un'altra caratteristica importante di JavaScript consiste nel suo essere un linguaggio debolmente tipizzato; quindi il tipo delle variabili può non essere assegnato in fase di dichiarazione e le variabili stesse vengono convertite in maniera automatica dall'interprete. Inoltre JavaScript è un linguaggio debolmente orientato agli oggetti. Ad esempio, il meccanismo dell'ereditarietà è più simile a quello del Self e del NewtonScript che a quello del linguaggio Java (che è un linguaggio fortemente orientato agli oggetti). Gli oggetti stessi ricordano più gli array associativi del Perl che gli oggetti di Java o del C++. Altri aspetti di interesse: in JavaScript lato client il codice JavaScript viene eseguito sul client, quindi il server non viene sollecitato. Ciò risulta essere un vantaggio in quanto con la presenza di script particolarmente complessi il server non verrebbe sovraccaricato. Di conseguenza però, nel caso di script che presentano una considerevole mole di dati, il tempo per lo scaricamento diventa eccessivo. Inoltre, lavorando solamente sul client, ogni informazione che presuppone un accesso a dati stoccati in un database deve essere rimandata ad un linguaggio che effettua esplicitamente la transazione per poi restituire i risultati ad una o più variabili JavaScript; operazioni del genere richiedono il caricamento della pagina stessa. Con l'avvento di AJAX tutti questi limiti sono stati superati. JavaScript è un linguaggio di programmazione orientato agli oggetti con una sintassi vagamente basata sul C. Come il C, ha il concetto di parole chiave riservate, che rendono quasi impossibile espandere il linguaggio (essendo eseguito direttamente dal sorgente). Come nel C, il linguaggio non ha propri costrutti di input o output; mentre il C si affida alle librerie I/O standard, un interprete JavaScript si basa su un programma ospite in cui è integrato. Ci sono molti programmi ospiti di questo tipo, di cui quelli relativi al Web sono gli esempi più noti. Questi verranno illustrati per primi. JavaScript, se integrato in un browser Web, si collega tramite interfacce chiamate DOM (Document Object Model) alle applicazioni, specialmente al lato server (web server) e al lato client (browser) delle applicazioni internet. Molti siti web usano la tecnologia JavaScript lato client per creare potenti applicazioni web dinamiche. Può usare Unicode e può valutare le espressioni regolari (introdotte nella versione 1.2, in Netscape Navigator 4 e Internet Explorer 4). Le espressioni JavaScript contenute in una stringa possono essere valutate usando la funzione eval. Un uso principale del Javascript basato su web è la scrittura di piccole funzioni integrate nelle pagine HTML che interagiscono con il DOM del browser per compiere determinate azioni non possibili con il solo HTML statico; controllare i valori nei campi di input, nascondere o visualizzare determinati elementi, etc... Sfortunatamente, gli standard DOM imposti dal W3C non sempre vengono rispettati dai vari browser: browser diversi (anche a seconda del loro motore di rendering) espongono diversi oggetti o metodi allo script (Internet Explorer è solito aderire agli standard con piccole modifiche, e tratta ad esempio l'oggetto event come globale; Opera non supporta le funzioni alert() e confirm()), ed è quindi spesso necessario implementare controlli aggiuntivi ad una funzione JavaScript, per garantirne la compatibilità con ciascun browser. Al di fuori del Web, interpreti JavaScript sono integrati in diverse applicazioni. Adobe Acrobat e Adobe Reader supportano JavaScript nei file PDF. La piattaforma Mozilla, che è alla base di molti diffusi browser Web, usa JavaScript per implementare l'interfaccia utente e la logica di transazione dei suoi vari prodotti. Gli interpreti JavaScript sono integrati anche nelle applicazioni proprietarie prive di interfacce programmabili via script. Infine la tecnologia Windows Script Host di Microsoft supporta JavaScript (via JScript) un linguaggio di scripting per i sistemi operativi. Ciascuna di queste applicazioni fornisce il proprio modello a oggetti che dà accesso all'ambiente ospite, con il nucleo del linguaggio JavaScript che rimane per lo più invariato in ciascuna applicazione. Le varie implementazioni di JavaScript, come già accaduto per l'HTML, spesso non sono conformi agli standard, ma piuttosto sono costruite per funzionare con uno specifico browser web. L'attuale standard ECMAScript dovrebbe essere teoricamente la base di tutte le implementazioni Javascript, ma in pratica i browser Mozilla (e Netscape) usano JavaScript, Microsoft Internet Explorer usa JScript, e altri browser come Opera e Safari usano altre implementazioni ECMAScript, spesso con ulteriori caratteristiche non standard per permettere la compatibilità con JavaScript e JScript. JavaScript e JScript contengono molte caratteristiche che non sono parte dello standard ufficiale ECMAScript, e possono anche essere privi di diverse caratteristiche. In tal modo, sono in parte incompatibili, il che porta gli autori di script a sopperire a tali problemi. Tra i due, JavaScript è più conforme allo standard: ciò significa che uno script redatto secondo gli standard ECMA funzionerà con la maggior parte dei browser, tranne Internet Explorer. Un altro effetto è che ciascun browser potrebbe trattare lo stesso script in modo diverso, e ciò che funziona in un browser potrebbe non funzionare in un altro browser, o persino in una diversa versione dello stesso browser. Come con l'HTML, è quindi raccomandabile scrivere codice conforme agli standard. Il VBScript di Microsoft Internet Explorer non è JavaScript, ed è incompatibile con lo standard ECMA. Ci sono due tecniche principali per gestire le incompatibilità: browser sniffing (lett. "annusare il browser") e object detection (rilevazione dell'oggetto). Quando c'erano solo due browser che supportavano lo scripting (Netscape and Internet Explorer), il browser sniffing era la tecnica più diffusa. Controllando un certo numero di proprietà del client, che restituivano informazioni su piattaforma, browser e versione, era possibile per il codice discernere esattamente in quale browser veniva eseguito. Più tardi, le tecniche di sniffing divennero più difficili da implementare, dato che Internet Explorer cominciò a "dissimulare" le sue informazioni sul client, per esempio fornendo informazioni sul browser sempre più inaccurate (i motivi per questo comportamento della Microsoft sono da tempo oggetto di disputa). Più tardi ancora, il browser sniffing divenne una sorta di complicata forma d'arte, quando cioè altri browser dotati di scripting entrarono nel mercato, ciascuno con proprie informazioni su piattaforma, client e versione. L'object detection si basa sul controllare l'esistenza della proprietà di un oggetto.

Relazione: Imprese Virtuali

IMPRESE VIRTUALI
Per dare una definizione sommaria di impresa virtuale possiamo dire che il termine nasce dall’inglese: virtual company ("impresa virtuale") e si riferisce ad una impresa organizzata e coordinata essenzialmente mediante computer e tecnologie multimediali. È chiamata "virtuale" perché ad esempio non ha un locale fisico in cui riceve i clienti, ma mette a loro disposizione canali di comunicazione telematici (e-mail, chat). I dipendenti non lavorano in ufficio ma lavorano da casa col telelavoro, e le riunioni si svolgono in videoconferenza invece che incontrandosi personalmente. Per scendere invece in una definizione ed in una descrizione più dettagliata possiamo dire che per impresa virtuale si intende un’organizzazione virtuale non esiste in senso fisico, non ha linee di produzione né uffici che possono facilmente essere identificati. L’azienda virtuale esiste solo su una rete di comunicazione e rappresenta una partnership di aziende o individui che vogliono fornire un prodotto o un servizio specifico. Al livello minimo l’impresa virtuale può essere rappresentata come una nebulosa di esperienze che esiste soltanto per raggiungere un preciso scopo produttivo. Non appena lo scopo viene meno, l’organizzazione virtuale si scioglie e si riforma poi per un successivo progetto. Un’impresa virtuale dispone di precise caratteristiche: Eccellenza, ogni partner porta le sue competenze migliori in modo che ciascuna funzione o processo sia ai massimi livelli di qualità: una cosa che nessuna azienda singola può ottenere. Opportunismo, la partnership tra professionisti è informale, meno permanente e più opportunistica. Le aziende e le persone si uniscono per specifiche opportunità di mercato e poi si sciolgono quando tale opportunità viene meno. Tecnologia, le reti aiutano le aziende e le persone a lavorare insieme. E costituiscono l’ossatura organizzativa delle aziende virtuali. Fiducia, i partner diventano più confidenti l’uno verso l’altro. Il successo dell’impresa virtuale, infatti, dipende dalla cooperazione che si instaura. Assenza di confini, è estremamente difficile dire dove inizia una organizzazione o un professionista e dove inizia l’altro: la caratteristica delle reti è tale che ognuno può lavorare da posti diversi e in tempi diversi. Si possono inoltre distinguere diversi modelli organizzativi creati con lo scopo di ottimizzare al meglio l’impresa virtuale: Network Interno, tale modello permette un’organizzazione imprenditoriale e attenta al mercato, senza necessariamente essere coinvolta con partner esterni. La struttura interna è composta di un numero di business uniti e indipendenti, i cui manager sono incoraggiati ad operare con individualità rispetto all’organizzazione che li ha generati. La struttura interna mantiene il vantaggio apparente dell’integrazione verticale in alcune situazioni, ma in altre può utilizzare risorse specifiche per soddisfare le richieste del mercato. Network Stabile, lavora con partner esterni al fine di mantenere flessibilità verso il mercato. In questo modello la struttura stabile è composta di un numero di business uniti di proprietà di un’azienda esterna e sono dedicate all’organizzazione “ospite”. Questo modello organizzativo permette all’azienda virtuale di dedicarsi alle sue core activities, garantendogli sicurezza sul rifornimento, la distribuzione e la qualità dei servizi e dei beni prodotti complessivamente. Network Dinamico esiste soltanto in ambienti discontinui e in costante mutamento, in cui ogni azienda si concentra sulle competenze critiche ed introduce partner esterni tramite operazioni definite. Nel network dinamico le relazioni sono più opportunistiche e basate sull’immediata convenienza, anziché sulla fiducia a lungo termine. Le strutture dinamiche offrono contemporaneamente flessibilità e specializzazione, in quanto l’esperienza di ciascun partner permette all’azienda di dirigere le sue risorse efficientemente e ottenere così la massima risposta dal mercato. Impresa Web, nata anche grazie ad Internet, rappresenta una quarta forma di azienda virtuale (Lorenziand Baden-Fuller, 1995; Hagel, 1996). L’impresa Web rappresenta un nuovo concetto grazie al grado e all’intensità della cooperazione tra i partner. Il modo migliore per sviluppare nuovi servizi è di assicurare che la complessità della Rete sia realizzata sin dall’inizio. Un vantaggio competitivo viene quindi a queste aziende che non solo sono in grado di costruire una rete, ma anche di usarla per far leva sul mercato.

Relazione: DT gmail

DIZIONARIO DELLA TERMINOLOGIA GMAIL


Partendo dall’angolo alto a sinistra abbiamo una serie di 7 link: il primo è Gmail, il cui contenuto viene visualizzato immediatamente come se fosse selezionato in automatico all’apertura dell’account; il secondo è Calendar, dopo aver inserito alcune semplici informazioni personali questo link ci rimanda ad una pagina organizzata come una vera e propria agenda personale strutturata in giorni orari impegni (proprio come un’agenda cartacea!!); il terzo è Documenti, il quale, sempre aprendo altre pagine, ci da la possibilità di uploadare dei file personali in una sorta di archivio ad alte potenzialità, è infatti possibile eseguire un elevato range di azioni che vanno dai normali caricamenti e cancellazioni alla possibile condivisione in rete e acquisizione di file da e verso altri utenti; il quarto link è Foto, dal funzionamento molto simile a quello di “Documenti” mi consente di eseguire altrettante operazioni con l’unica differenza che in questo caso si tratta di foto e immagini, dando così la possibilità all’utente di creare un proprio album fotografico; il quinto è Reader, un link che apre una pagina con la stessa funzionalità di documenti ma che si basa sui FEED: un feed è un'unità di informazioni formattata secondo specifiche (di genesi XML) stabilite precedentemente. Ciò per rendere interoperabile ed interscambiabile il contenuto fra le diverse applicazioni o piattaforme; il sesto è Web, molto semplicemente un link di rimando all’home page del motore di ricerca google; l’ultimo link è Altro, il quale dispone di un menù di scelta a tendina nel quale l’utente può selezionare link di collegamento ad alcune delle pagine, siti, o funzioni stesse di Gmail e google in generale molto rapidamente; tale elenco contiene le voci: YouTube, Sites, Immagini, Maps, News, Video, Gruppi, Libri, Blog, Traduttore, e altro ancora. Alla stessa altezza ma sul lato destro sono visibili il nome dell’utente e tre link di modifica delle impostazioni personali dello stesso più uno di uscita: Impostazioni, Versione precedente, guida ed Esci. Immediatamente in basso troviamo il logo di Gmail, di fianco al quale è stata posta la barra di ricerca, dove è possibile cercare (secondo il proprio desiderio mediante due pulsanti) all’interno della propria posta o nel web, oppure ancora attraverso due link è possibile modificare e personalizzare i parametri e l’area di ricerca per ottenere risultati sempre più concreti a seconda delle proprie esigenze. Al centro della schermata troviamo una finestra che viene modificata all’interno della pagina a seconda di ciò che l’utente intende visualizzare, tale scelta può essere effettuata direttamente scegliendo una delle voci presenti nell’elenco sulla sinistra di tale finestra: Scrivi Messaggio, da la possibilità come un qualsiasi editor di posta di poter creare un proprio testo munito di eventuali file allegati e di inviarlo a uno o più indirizzi mail, una volta fatto ciò il messaggio viene immediatamente salvato nella sezione della posta inviata; Posta in Arrivo, nella finestra vengono visualizzate tutte le mail recapitate all’utente, quella ancora da visualizzare vengono rappresentate in grassetto, questa finestra possiede inoltre delle proprietà come: selezionare le mail in base a criteri specifici (Tutti, Nessuno, Da Leggere, Già Letti, Speciali, Non Speciali), inviare in un archivio personale la mail selezionata, evidenziarla come spam, eliminarla, spostarla sotto una precisa etichetta, creare un’etichetta ed infine un menù di altre opzioni: segna come già letto, segna come da leggere, aggiungere a speciali, rimuovere da speciali, creare un evento, filtrare i messaggi di un determinato tipo o disattivare; queste informazioni sono accompagnate dal consueto tasto di aggiornamento. Tornando al discorso dell’elenco sulla sinistra abbiamo: Speciali, consente di visualizzare solo quelle mail che sono state indicate come speciali, ciò rende più facile l’individuazione di messaggi che l’utente ritiene più importanti; Chat, nelle finestra appariranno tutte le mie conversazioni eseguite in modalità chat; Posta Inviata, dopo aver scritto ed inviato un messaggio, questo viene immediatamente salvato in questa sezione, ciccando su tale link si potranno visualizzare tutti i messaggi di posta inviati; Bozze, nella finestra visualizzo l’elenco delle bozze, ovvero quelle mail che sono già state iniziate ma che intendo ultimare in un secondo momento e per ora le memorizzo lì, oppure non ho ancora scelto il destinatario, o che per un qualsiasi motivo non ho ancora inviato; Tutti i Messaggi, visualizza tutti i messaggi, sia quelli di posta in arrivo che quelli di posta inviata indicando specificatamente se si tratta della prima categoria o della seconda; Spam, visualizza l’elenco di tutti i messaggi che ho contrassegnato come spam, a differenza delle altre mail però queste dopo trenta giorni di permanenza vengono automaticamente cancellate; Cestino, visualizza tutti i messaggi che ho eliminato; Contatti, visualizza un elenco di contatti dividendoli in amici, famiglia… a mia scelta. Sotto questo blocco centrale sempre situati sulla sinistra possiamo trovare un’area dedicata alle chat dove posso cercare qualche amico o modificare il mio stato attuale (ad esempio per segnalare una mia eventuale assenza dal pc), ricordiamo che i messaggi di chat vengono salvati nell’area “chat”; uno spazio dedicato alle etichette, ovvero indici che mi consentono di identificare particolari messaggi con più facilità (anche questo a discrezione dell’utente); ed infine un’area dedicata all’invito di amici (attraverso contatti mail) ad entrare anche loro nel mondo di Gmail.

RELAZIONE: browser

BROWSER
Un browser web (in italiano: navigatore) è un programma che consente agli utenti di visualizzare e interagire con testi, immagini e altre informazioni, tipicamente contenute in una pagina web di un sito (o all'interno di una rete locale). Il browser è in grado di interpretare il codice HTML (e più recentemente XHTML) e visualizzarlo in forma di ipertesto. L'HTML è il codice col quale la maggioranza delle pagine web nel mondo sono composte: il web browser consente perciò la navigazione nel web. I browser solitamente vengono utilizzati su personal computer, ma non mancano altri dispositivi in grado di effettuare la navigazione con un browser, tra cui i palmari e gli smartphone. Il primo browser fu sviluppato da Tim Berners-Lee (tra i primi precursori del concetto di Wlf e fondatore del W3C), e venne chiamato WorldWideWeb. Serviva a scopi dimostrativi, era disponibile solo per sistema operativo NeXT e perciò in seguito fu chiamato Nexus. Il primo browser a raggiungere un'apprezzabile popolarità internazionale fu Mosaic, sviluppato da NCSA, seguito poi da Netscape Navigator, che crebbe in fretta e fu la piattaforma su cui vennero messe a punto alcune innovazioni oggi comunissime (come ad esempio JavaScript). La netta prevalenza di Netscape presso l'utenza, a metà degli anni Novanta, fu incrinata dalla cosiddetta guerra dei browser, una competizione inizialmente commerciale e poi di immagine cominciata da Microsoft quando le innovazioni introdotte da Netscape divennero così sofisticate da costituire una minaccia potenziale per i propri interessi. Per vincere la concorrenza, Microsoft incluse Internet Explorer nel proprio sistema operativo Windows (il più diffuso al mondo), stroncando sul nascere i possibili concorrenti. Questa mossa fu motivo di numerose cause legali per la difesa della libera concorrenza e contro la nascita di monopoli informatici. Netscape reagì rilasciando nel 1998 il proprio codice con una licenza open source. Il progetto Mozilla che ne derivò fornisce il codice che è alla base di diversi browser, fra i quali Netscape, Mozilla Suite, Galeon, Beonix, Firefox e uno dei programmi di accesso della AOL. La presenza di browser diversi con funzioni differenti, ha portato alcuni webmaster a realizzare siti web destinati a essere visitati con un browser preferenziale, talvolta impedendo l'accesso a utenti che utilizzassero un browser differente da quello scelto. Questa consuetudine, oltre a essere contro la filosofia portante del World Wide Web, che vede l'accessibilità come uno dei pilastri portanti e aver quindi suscitato forti critiche e campagne di protesta e sensibilizzazione (come Campaign for a Non-Browser Specific WWW), ha costretto browser molto comuni (quali Opera) a "fingersi" un altro browser (modificando il proprio user agent), per poter aver accesso a un maggior numero di documenti. Il browser più diffuso a livello mondiale è Internet Explorer, prodotto da Microsoft, che viene fornito gratuitamente e "di serie" con ogni sistema operativo Windows (dati al 2006). Il secondo browser in ordine di utilizzo è Mozilla nelle sue varianti (e in particolare Firefox), prodotto e distribuito gratuitamente dalla Mozilla Foundation; il terzo è Safari di Apple[1], distribuito assieme al sistema operativo Mac OS X (di cui più recentemente è stata messa a disposizione una versione gratuita anche per Windows). Altri browser molto diffusi sono Opera (terzo in Italia nel 2006) e il già citato Netscape Navigator, il cui sviluppo è ormai sospeso. Fra le principali funzionalità dei browser disponibili, si possono ricordare: navigazione a schede (Tabbed browsing), supporto alla navigazione off-line tramite la memoria cache e plugin dedicati per mantenere i link tra le pagine salvate, funzione di download manager con arresto/ripresa sempre tramite la memoria cache, anteprima delle pagine da scaricare, sintesi vocale, integrazione dei feed RSS e di client di posta elettronica. La navigazione off-line è un'opzione che permette di visualizzare le pagine Web, senza essere connessi a Internet. La maggior parte dei browser, durante l'installazione, creano nell'hard disk una cartella nella quale sono salvate le pagine che l'utente visita durante le connessioni a Internet. L'utente può indicare la dimensione massima di questa memoria, detta cache, e indicare se e ogni quanti giorni debba essere cancellato il suo contenuto. Appositi plug-in leggeri e gratuiti permettono di navigare off-line con un determinato browser. Installato il plug-in, le pagine sono accessibili sia digitando l'indirizzo relativo nella barra spaziatrice, che aprendo i link in altri siti ad esse collegati. Esempi di queste estensioni sono: Zipedia per consultare off-line l'enciclopedia Wikipedia; Scrapbook o CacheViewer per Firefox Mozilla; Google Gears per le applicazioni web di Google, salva i contenuti nella cache di una certa applicazione, e li gestisce con un database SQLite. In Opera, è possibile salvare le pagine come Archivio Web per mantenere i loro contenuti (immagini e testo) inalterati senza che siano salvati in una molteplicità di cartelle. Analoga funzionalità è presente in Internet Exploirer, salvando i dati in fomato *.mht. Per consultare un intero sito esistono programmi detti site downloader, che scaricano una pagina web e tutti i link in essa contenuti, fino a un livello che imposta l'utente. Questi programmi talora si integrano e sono richiamati dai più diffusi browser Web.

Lezione del 4 giugno

Il Professor Sadegh si è messo a disposizione degli alunni per chiarire i dubbi di ogni studente nel caso in cui ci fosse qualcosa di poco chiaro. Sono state inoltre divulgate le informazioni finali per lo svolgimento della prova d'esame, realizzazione e consegna del progetto.

Lezione del 28 maggio

Incontro con il Dottor G. Pini

Lezione del 21 Maggio

La lezione odierna ha affrontato temi molto futuristici; dopo aver definito e spiegato concetti come le leggi di Moore, l'informatica a livello mediatico, i processi e l'automatizzazione dei processi; ci è stato richiesto di trovare una soluzione ai problemi dei parcheggi attraverso l'uso dell'informatica e l'automatizzazione dei processi. Un'altro compito è stato quello di provare ad immaginare i futuri orientamenti in ambito informatico dei prodotti di intrattenimeto di Disney e Pixar.

Lezione del 30 Aprile

Creazione del gruppo KaDi Team e analisi del ruolo del dirigente, è stato richiesto di immedesimarsi dirigenti di un'azienda a nostra scelta, di crearne un sito e di contattare,qual'ora possibile, l'azienda stessa per uno scambio reciproco di informazioni.

Lezione del 23 Aprile

Affrontate di nuovo le funzionalità di google, le google Apps, cercando di contestualizzarle all'interno della Free Wiki University. Il professor Sadegh ha successivamente approfondito il linguaggio Javascript.

Lezione del 2 Aprile

Lezione basata sulla definizione e spiegazione degli agenti cognitivi e del loro uso nell'ambito dell'analisi di testi scritti, a tale scopo è stata richiesta una relazione sugli agenti cognitivi. Il Professor Sadegh ha invece introdotto il concetto di Nuvole di Tag, altro argomento su cui svolgere una relazione, ed ha approfondito il linguaggio XML.

Lezione del 26 Marzo

Creazione della free wiki university e ognuno dovrà fare un logo per essa. Viene affrontato l'argomento web 2.0 con conseguente richiesta di elaborare una relazione su tale argomento basandosi però esclusivamente su wikipedia. Viene in oltre consegnato ad ogni gruppo un documento cartaceo in inglese da tradurre e relazionare, il tutto da consegnare dopo due lezioni.

lezione del 19 Marzo

In questa terza lezione è stato preso in considerazione google, il particolar modo la funzione Gmail di google; sono state richieste per la lezione successiva un'analisi del funzionamento di Gmail e delle sue proprietà con un relativo dizionario per tutta le terminologia Gmail; è stata inoltre richiesta l'esecuzione di un'Xmail della nostra città comprensiva di tutte le infrastrutture e quant'altro ritenessimo necessario.

Lezione del 12 marzo

Oggi si è trattato l'argomento della W3School, ovvero un sito contenente gli standard per un uso corretto del web, una sorta di manuale d'uso riconosciuto internazionalmente per imparare ad usare il web e le sue funzionalità in maniera semplice ed efficace. Si è data una prima infarinatura anche ad argomenti quali: i lunguaggi XML, AJAX e CSS.

Lezione del 5 marzo

Questa lezione ha avuto lo scopo di fornire agli studenti un approcio immediato con la materia, definendo subito gli scopi del corso stesso, le metodiche di insegnamento e un accenno alla prova finale; proprio riguardo quest'ultimo argomento ci è stato chiesto di dividerci in gruppi da tre e creare, ciascuno per il suo gruppo: nome gruppo, motto, logo e biglietto da visita.

Chi siamo

Il gruppo Middle Mile è composto da studenti al primo
anno del corso in Comunicazione digitale:
Mirgen Pervathi,
Graziana Mirabella e